Quando il moderno non era uno stile

Isbn: 978-88-7768-714-2
Pagine: 184
Prezzo: € 14,00

Categoria:
Editore: Archinto
Codice ISBN:3483

Descrizione

Questi tre testi sono un tentativo di esaminare le influenze del perdurare mutante delle ideologie che guidano il formalismo dell’architettura di successo dei nostri anni, confrontandole con ciò che è autenticamente, per l’autore, l’architettura come pratica artistica nella tradizione del moderno. Lo scritto muove distinguendo l’idea di modernismo come necessità mercantile di attualità da quella di ornamento moderno e della sua progressiva acquisizione dei valori della storia e della nostra disciplina e dei contesti come materiali essenziali di cui proporre una modificazione creativa che affronti con i primi frammenti di verità le contraddizioni del presente. Contraddizioni che sono oggi i fondamenti delle difficoltà urbane e dello sviluppo delle loro periferie e contraddizioni che hanno caratterizzato anche lo sviluppo e le difficoltà dell’architettura italiana degli ultimi settant’anni.

Vittorio Gregotti, nato nel 1927, si è laureato in Architettura nel 1952 al Politecnico di Milano. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati. Dal 1978 al 2000 è stato professore ordinario di Composizione architettonica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Milano (dal 1964 al 1967) e Palermo (dal 1968 al 1973). Dal 1974 al 1976 è stato direttore del settore arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. È stato visiting professor presso le Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all’M.I.T. di Cambridge (Mass.). È stato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale (Milano 1964), per la quale ha vinto il Gran premio internazionale. Gli è stata conferita la laurea honoris causa dal Politecnico di Praga nel 1996, dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bucarest nel 1999 e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Porto nel 2003. È accademico di San Luca dal 1976 e di Brera dal 1995, dal 1999 è membro onorario dell’Ameri can Insti tute of Architects. Nel 2000 ha ricevuto la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica quale «Beneme rito della scienza e della cultura». È stato direttore di «Edilizia Moderna» e responsabile del settore architettura della rivista «Il Verri»; poi direttore di «Rassegna» e di «Casabella». Dal 1984 al 1992 ha curato la rubrica di architettura di «Panorama». Collabora con le pagine culturali del «Corriere della Sera» e di «Repubblica». Dal 1966 ha scritto circa trenta libri tradotti in molte lingue.

RECENSIONI
Pierluigi Panza_Architettura come ideale, non stile_Corriere della Sera_16_04_2018