Storie di un vecchio signore milanese

Prefazione di Sergio Romano

Isbn: 978-88-7768-723-4
Pagine: 248
Prezzo: 20,00

Categoria: Codice ISBN:3542

Descrizione

La testimonianza di Giuseppe Barbiano di Belgiojoso attraversa quasi un secolo e tocca pagine fondamentali per la storia di Milano e d’Italia. Nato in un’antica e aristocratica famiglia milanese, l’autore rievoca un’infanzia vissuta negli anni Venti del secolo scorso e un’educazione improntata sui valori della modestia, della frugalità e dell’understatement. Nel libro scorrono le vicende personali dell’autore, dei suoi familiari e dei tempi in cui ha vissuto: gli studi, il regime fascista e la guerra, la monarchia e la repubblica, l’arresto per antifascismo del fratello Lodovico – uno dei maggiori architetti milanesi del Novecento – e il suo ritorno dal campo di concentramento tedesco di Mauthausen, l’esperienza di Giuseppe da consigliere comunale nelle giunte Aniasi e Tognoli, gli anni da vicepresidente del Teatro alla Scala e le tournées nelle più importanti capitali del mondo, il sodalizio con Paolo Grassi, l’attività di uno studio professionale per clienti di una regione che vive di industria, ma non intende voltare le spalle al mondo rurale. La passione per la natura e l’agricoltura e le accurate descrizioni dei ritmi della campagna e della vita dei coloni, dell’allevamento dei bachi da seta nella provincia di Varese e dei paesaggi della pianura padana punteggiati di “alberate” conducono il lettore in un mondo del tutto scomparso nel giro di soli cinquant’anni.

Giuseppe Barbiano di Belgiojoso nasce a Milano nel 1924, dove cresce e tuttora vive. Fin da piccolo è fortemente attratto dalla natura e decide di scegliere un’attività professionale che gli consenta di passare molto tempo all’aria aperta. Prima di laurearsi in Scienze Agrarie, nel 1947, viene incaricato di dirigere un’azienda agricola zootecnica che lo impegna per dieci anni. Comincia poi a collaborare con uno studio tecnico amministrativo, di cui in seguito diventa titolare, occupandosi di assistenza alla proprietà fondiaria, di terreni agricoli e edificabili e degli aspetti finanziari legati alla costruzione e alla ristrutturazione di immobili a Milano e fuori. Continua a essere attivo in questo campo all’età di novantatré anni. Nel 1960 decide di dedicarsi attivamente alla politica, come aveva già fatto nel 1945 aprendo a Caidate una sede del Cln. Per due quinquenni, dal 1960 al 1970, è consigliere comunale a Milano e fino al 1990 segretario della sezione Lodovico Necchi nella Dc milanese. Nel 1972 viene nominato vicepresidente dell’Ente Autonomo Teatro alla Scala e nel 1977 delegato alle attività del teatro all’estero. Questa funzione gli offre l’opportunità di incontrare alcune tra le massime autorità di molti Paesi del mondo. Nel 1990 inaugura gli Incontri di Caidate, dove ogni anno personalità eminenti nell’ambito culturale, politico e religioso dialogano delle questioni più urgenti dell’attualità con circa cinquecento invitati, scambiando conoscenze e idee. È sposato con Edoarda Tarsis, ha due figlie e due nipotini.