Si diverte proprio tanto a tradurre?

Lettere a Lucia Rodocanachi 1933-1943

A cura di Anna Chiara Cavallari e di Edoardo Esposito

Isbn: 978-88-7768-699-2
Pagine: 128
Prezzo: € 20,00

Categoria:
Publisher: Archinto
Product ID: 3320

Descrizione

Nella chiusa atmosfera dell’Italia fascista, letterati, artisti, intellettuali cercano oltre frontiera i segni di un pensiero e di una libertà che deve essere conosciuta, e sono i libri stranieri, nonostante le difficoltà poste dalla censura, ad alimentare un’editoria altrimenti languente e a proporre le alternative che fungeranno da stimolo ai nostri autori. Dal gabinetto Vieusseux di Firenze, Montale ordina e smista agli abbonati le opere di Lawrence, di Steinbeck, di Faulkner e intrattiene con i lettori rapporti che, nel caso di Lucia Rodoca nachi, diventano di vera e propria amicizia. Lucia è un’appassionata lettrice e cultrice delle letterature straniere, e nella sua casa di Arenzano finiranno per darsi convegno letterati e artisti che trovano in lei non solo un’affinità intellettuale, ma una preziosa collaboratrice capace di sciogliere per loro i nodi di lingue non ben conosciute e di aiutarli a portare a termine incarichi spesso troppo onerosi. Fra gli altri, Elio Vittorini, presentato da Montale alla «gentile signora» e che ne diventa uno dei principali interlocutori, commissionandole buona parte del lavoro di traduzione che doveva svolgere in proprio e che lo avrebbe imposto, insieme con Pavese, come uno degli artefici del «mito» della letteratura americana. Dello «scandalo» che si è voluto creare su questa vicenda, le lettere di Vittorini, nella loro integrità, permettono finalmente di stabilire i giusti confini e di aprire, sulla vita del tempo, una finestra di vivace cronaca e di inedita quotidianità.