Sii fedele

“Corrispondenza 1925-1935”

A cura di Henri Lonitz
Traduzione di Roberto Di Vanni
Con una nota di Paolo Petazzi
Revisione di Paolo Petazzi
Isbn: 978-88-7768-689-3
Pagine: 320
Prezzo: € 24,00

Categoria:
Publisher: Archinto
Product ID: 2144

Descrizione

Sei treu, sii fedele! sussurra Alberich a Hagen nella I scena del II atto del Crepuscolo degli dei, e Berg in una cartolina aveva mandato a Adorno il passo con il monito, citando però la musica senza le parole, e mettendo in imbarazzo il giovane allievo che tardò a riconoscerla. Fedele Adorno fu davvero, anche dopo la morte di Berg: fedele innanzi tutto all’intuizione che lo aveva spinto nel 1925 a sceglierlo come insegnante di composizione, essendo fin da allora (prima del successo del Wozzeck) ben consapevole della straordinaria grandezza del compositore viennese. Berg fu per Adorno il punto di riferimento negli anni della più intensa vocazione di compositore; il giovane Adorno fu per Berg un intellettuale capace di riconoscere e divulgare la grandezza dei protagonisti della Scuola di Vienna e un musicista dotato di autentico talento compositivo.

Theodor Wiesengrund Adorno (Francoforte sul Meno 1903-Visp 1969) è stato uno dei protagonisti più significativi della filosofia, della sociologia, della musicologia del Novecento, esponente di punta della cosiddetta Scuola di Francoforte. Partito da categorie hegelo-marxiste peraltro mai sconfessate, dalla fine degli anni Quaranta Adorno imbocca un percorso intellettuale che lo porta, in testi fondamentali come Dialettica dell’illuminismo, Minima moralia, Dialettica negativa, a denunciare lo spirito corruttivo della società borghese, la cui missione gli appare chiaramente quella di «inquinare» la ragione e di renderla ineffabilmente docile strumento di dominio sull’individuo.
Alban Berg (Vienna 1885-1935) fu allievo di Schönberg (dal 1904 al 1910) e ne condivise, insieme con Webern, orientamenti e ricerche in un rapporto di solidarietà e amicizia che non compromise l’autonomia delle rispettive poetiche. Nel suo non vasto catalogo non ci sono esiti minori e l’originalità si impone con forte evidenza almeno dal Quartetto op. 3 (1910). Seguirono i 3 Pezzi op. 6 per orchestra (1914-15), Wozzeck (1914-22, Berlino 1925), la Lyrische Suite (1926), il Concerto per violino (1935), Lulu (1928-35), e pochi altri capolavori, frutto di una poetica di straordinaria complessità e densità, dove convivevano sotto il segno dell’eterogeneo e del labirintico una poderosa tensione costruttiva e una forza inventiva capace di immediata seduzione.

Caro-Adorno-tuo-Berg.-Il-Sole-24-Ore-17-04-2016.pdf”>Quirino Principe, Caro Adorno, tuo Berg. Il Sole 24 Ore 17-04-2016